Travertino di Rapolano

La storia del territorio di Rapolano Terme nasce principalmente dal suo sottosuolo: acqua e sasso ne sono il perno fondamentale nonché la sua grande ricchezza.
Acque termali e travertino, che costituiscono le fondamenta di una comunità intera, sono indissolubilmente legati tanto da poter dire che, in qualche modo, l'uno non esisterebbe senza l'altro.

La storia della pietra di Rapolano è piuttosto recente rispetto a quella di altri sassi, caratterizzata come tutti i travertini da sedimenti di tipo calcareo che hanno dato origine alle tipiche "bancate".

Il travertino quindi, per sua natura chimica, si deposita in prossimità di sorgenti termali, le quali riescono a risalire in superficie grazie a delle fratture che si creano nelle faglie sotterranee ed a un gioco di occlusione e riapertura che queste fratture subiscono per via dei movimenti sismici del sottosuolo. Per questo motivo, da qualche anno a questa parte, si è iniziato a studiare proprio il travertino, i suoi strati di formazione e la sua struttura per capire l'attività paliosismologica di un determinato territorio.

Storica cava estrazione roccia travertino

La roccia, infatti, racchiude in sé infinite informazioni molto preziose e utili a geologi e sismologi. Anche l'inconfondibile qualità cromatica del travertino di Rapolano deriva dalla composizione chimica della roccia: se il travertino Romano, ad esempio, si caratterizza per i suoi colori uniformi (dal beige al marrone), quello di Siena, invece, spazia dai toni chiarissimi del bianco fino al marrone intenso ed il suo aspetto è tutt'altro che uniforme, presentando venature molto marcate ed evidenti.

Il travertino è una pietra molto versatile, utilizzata sia per interni che esterni grazie alle sua grande resistenza ed alle sue importanti caratteristiche tecniche e meccaniche; presenta, inoltre, una porosità relativamente bassa, il che fa sì che non assorba e quindi non si deteriori o si rovini facilmente.

La pietra di Rapolano, insomma, rappresenta un'eccellenza unica al mondo, i cui primi documenti sulla relativa attività estrattiva risalgono al 1597, ai tempi cioè della costruzione della facciata della Basilica di S. Maria di Provenzano a Siena, ma che già da molti secoli prima era utilizzata, come dimostrano i resti delle necropoli etrusche scoperte proprio nel nostro territorio. Da allora, in tutto il mondo il travertino di Rapolano è stato apprezzato e utilizzato, in tutte le epoche storiche e in collocazioni molto diversificate.

Oggi l'attività estrattiva e la lavorazione nei cantieri del nostro territorio continua e si specializza sempre di più, grazie a tecniche sempre più all'avanguardia e, soprattutto, grazie alle maestranze che rappresentano, da sempre, il cuore pulsante della nostra economia.

Travertino spaccato e colore
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